Attaccamento: il legame che unisce genitori e figli

Attaccamento: il legame che unisce genitori e figli

Cos’è l’attaccamento?

E’ un legame del bambino con una particolare figura di riferimento, inizialmente la madre, che fornisce protezione e accudimento e che si pone come base sicura dalla quale il bambino può esplorare il mondo. Si sviluppa nei primi anni di vita del bambino, ma è possibile costruire legami di attaccamento con altre persone durante tutto l’arco dell’esistenza.

Come funziona l’attaccamento?

I cuccioli di varie specie manifestano fin dalla nascita comportamenti innati volti a mantenere la vicinanza fisica con la madre, fonte di sopravvivenza.

Prima del 1950 si pensava che il bambino sviluppasse uno stretto legame con la madre in quanto fonte principale di nutrimento.

Qualche anno più tardi, Konrad Lorenz fece un esperimento. Raccolse venti uova uguali di oca selvatica, le diede dieci ad un’oca domestica e dieci ad una tacchina. Poi trasferì le uova in un’incubatrice; al momento della schiusa, cercò di studiare il comportamento dei piccoli che uscivano. Poi li portò prima all’oca domestica, poi alla tacchina. Davanti ad entrambe i piccoli tornarono da Lorenz. I piccoli avevano riconosciuto Lorenz come esemplare della propria specie e si comportavano nei suoi confronti seguendolo, proprio come gli altri pulcini nei confronti della loro madre. L’esito di questo imprinting rimane fissato nell’essere animale per tutta la durata della loro vita.

Quali sono le fasi dell’attaccamento?

Prima fase (0-2 mesi): il bambino mette in atto comportamenti di attaccamento non intenzionali, né selettivi (es., pianto, sorriso endogeno, aggrapparsi).

Seconda fase (circa 2-6 mesi): il bambino mette in atto comportamenti di attaccamento verso una o più precise persone, specialmente la madre.

Terza fase (circa 6-18 mesi): il bambino mantiene la vicinanza con la madre e piange se si allontana; compaiono la protesta alla separazione (7-8 mesi) e l’ansia da separazione (8-11 mesi): si è strutturato un legame di attaccamento vero e proprio. Il bambino può così permettersi di esplorare l’ambiente, utilizzando la madre come base sicura (12 mesi).

Quarta fase (dai 18 mesi): se fino a questo momento era la madre a darsi da fare per mantenersi disponibile al bambino, ora la relazione è più propriamente bidirezionale e anche il bambino si adatta alle necessità materne. In questo periodo può tollerare la lontananza dalla madre, grazie alle conquiste cognitive, specialmente alla capacità di rappresentarsi mentalmente gli eventi.

E’ proprio grazie alla capacità di rappresentazione mentale che in questo periodo si formano i “modelli operativi interni” (internal working model). Si tratta di rappresentazioni mentali di sé e della figura di attaccamento, basati su modelli ripetuti di esperienze relazionali con la madre. La rappresentazioni, che inizialmente sono riferite solo alla figura di accudimento, vengono poi generalizzate e diventano un modello su “come solitamente funzionano le cose nella mia relazione col mondo”, che consente al bambino di predire i comportamenti e di mettersi in relazione con gli altri, sulla base delle sue esperienze relazionali.