Come parlare ai bambini dei mali del mondo? Suggerimenti pratici.

Come parlare ai bambini dei mali del mondo? Suggerimenti pratici.

“Se comprendere è impossibile, conoscere (e ricordare) è necessario” diceva Primo Levi. E questo vale anche per i più piccoli!

Ricordare il passato e non dimenticare gli eventi terribili che hanno caratterizzato l’intera storia dell’uomo è il modo migliore che tutti noi abbiamo per vivere il presente ed è il modo più sano di crescere bambini e ragazzi consapevoli e futuri cittadini attivi.

Ebbene si, gli adulti (genitori, insegnanti e tutti quelli che ruotano quotidianamente intorno alla vita di un bambino) hanno una grande responsabilità! Quella di aiutare i propri piccoli ad essere promotori attivi di una società nella quale si possa cercare di prevenire il male!

Oggi si celebra la Giornata della Memoria per ricordare le vittime della Shoah e delle leggi razziali e i grandi sono chiamati a rispondere e a narrare fatti atroci che hanno causato morte, persecuzione, violazione di diritti ed un’immensa sofferenza nel genere umano.

Come parlare di Shoah ai bambini?

E più in generale, come spiegare loro le tragedie ed il male a cui siamo costretti ad assistere con ormai sempre maggiore frequenza?

Partiamo dal presupposto che parlare ai più piccoli di quanto accaduto in passato nella storia dell’umanità è molto importante! Quindi se qualcuno di voi si sta chiedendo se sia meglio fare finta di niente e aspettare che i bambini scoprano da soli dell’esistenza di alcuni eventi disastrosi avvenuti nel passato, la risposta è NO!

Inoltre è utile sapere che i bambini solitamente non si spaventano sentendo parlare di qualcosa di terribile se nel contempo hanno la sensazione che noi adulti siamo calmi e tranquilli.

Ciò nonostante riteniamo importante verificare sempre che l’argomento che decidiamo di affrontare con i nostri bambini sia adeguato alla sua età e quindi anche al suo livello cognitivo ed emotivo nonché strettamente connesso all’educazione al rispetto, al riconoscimento del valore di ciascuno, ai diritti di tutti gli uomini e alla legalità.

Le favole rappresentano spesso un metodo efficace attraverso il quale raccontare ai bambini eventi difficili da comprendere per la loro atrocità è l’utilizzo di favole. In tema alla giornata commemorativa di oggi, vi suggeriamo ad esempio di leggere insieme ai vostri piccoli libri illustrati e/o racconti come ad esempio “La guerra di Catherine” che racconta la storia di Rachel è una ragazzina ebrea che frequenta la scuola e guarda il mondo attraverso la sua macchina fotografica. Un giorno la guerra e le persecuzioni la costringono a cambiare identità e a fuggire in luoghi sempre diversi. Ma lei non si separa mai dalla sua macchina fotografica Rolleiflex. La guerra di Catherine dimostra come anche nei giorni più bui una passione possa illuminare la vita e aiutare a vivere.

Per concludere vi proponiamo 3 suggerimenti generali sul parlare con i più piccoli:

  1. In quanto adulti verifichiamo attivamente ciò che i bambini hanno acquisito riguardo alle notizie potenzialmente sconvolgenti.
  2. Quando non possiamo proteggerli dall’esposizione a brutte notizie o eventi nefasti allora dobbiamo aiutarli a capire, a ridurre la paura e l’ansia e a immagazzinare le informazioni nel cervello in luoghi “sicuri”. Se i bambini raggiungono una migliore comprensione di ciò che è accaduto e del perché, ciò può ridurre inutili paure e preoccupazioni.
  3. Quando accadono cose terribili, i bambini vogliono messaggi chiari da parte degli adulti che hanno cura di loro. Se ogni volta che ascoltano ci sono troppe differenze nelle versioni che vengono date possono confondersi. Le spiegazioni di volta in volta non devono essere peggiori. Ciò significa che il peggio deve essere la prima parte della spiegazione; loro vogliono e meritano la nostra versione adulta migliore.

Gli psicologi di PuntoPsi possono aiutarti a comprendere qual è il modo migliorare per approcciarti ai tuoi bambini ogni volta che ti trovi nella situazione di dover affrontare qualcosa di brutto (la morte di una persona cara, una separazione, una malattia, un terremoto ecc..).

Richiedi una consulenza psicologica oppure recati presso la nostra sede tutti i lunedì dalle 14:00 alle 18:00 senza necessità di prendere appuntamento, troverai uno psicologo pronto ad ascoltarti.

Team PuntoPsi

 

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