Educare i bambini alla non violenza: 5 consigli per farlo!

Educare i bambini alla non violenza: 5 consigli per farlo!

Nel giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale delle Donne vi proponiamo una riflessione sui temi della violenza e sulla importanza di educare i bambini al rispetto degli altri.

La violenza sulle donne oggi rappresenta un chiaro esempio del livello di civiltà del nostro paese ma anche della qualità dell’educazione che impartiamo ai nostri figli. Si tratta quindi di una vera e propria emergenza che bisogna cominciare a fronteggiare a cominciare dall’educazione: insegnando ai bambini a rispettare gli esseri umani, senza distinzione di sesso o razza, sé stessi e la propria dignità.

In quanto adulti abbiamo una grande responsabilità rispetto all’educazione dei più piccoli. Educare in modo sano i più piccoli comporta per forza di cose la necessità di partire da noi stessi e dai nostri comportamenti.

La violenza educativa, infatti, inizia nel momento in cui, con intento educativo, non rispondiamo oppure rispondiamo in modo violento ai bisogni e ai comportamenti dei bambini.

Una modalità educativa orientata alla violenza genera degli effetti profondi sui bambini. Sotto l’effetto dello stress prodotto dalle botte o dalla minaccia delle botte, gli ormoni dello stress che non possono svolgere la loro normale funzione (fuggire o difendersi) in un bambino picchiato dai genitori, diventano tossici e attaccano il sistema digestivo e alcune parti del cervello.

Anche il sistema immunitario ne viene disturbato, sempre a causa dello stress. Quindi le difese dell’organismo si abbassano e aprono la porta a una gran quantità di malattie. Anche gli effetti sulla salute mentale sono importanti: umiliazione, mancanza di fiducia in sé stessi, perdita della stima di sé, rischio di depressione, propensione all’alcolismo e alla tossicodipendenza, tendenze suicide… Rischi di riprodurre la violenza per lo meno sui propri figli, violenza coniugale, sottomissione alla violenza, violenza contro gli altri in generale.

Crescere figli educandoli alla non violenza non è un compito semplice! A volte molti di noi ripropongono con i propri figli schemi già appresi da qualche parte, magari con i propri genitori. Ed ecco che la catena si ripete! Quello che facciamo è tramandare un comportamento ed uno stile educativo orientato alla violenza.

Rompere la catena è possibile e per farlo potreste iniziare da questi 5 piccoli passi:

  1. No alle punizioni corporali: “Uno sculaccione non ha mai fatto male a nessuno”, “Una sberla ogni tanto ci vuole”: quante volte abbiamo sentito queste frasi? La sculacciata è solo una delle molteplici forme di punizioni corporali. Ogni volta che un genitore picchia un bambino, lo fa pensando di fare bene. L’usanza di picchiare i bambini è molto antica, proverbi sumeri ed egizi consigliano già di picchiare i bambini. Ma mai e per nessun motivo bisognerebbe picchiare un bambino!
  2. Dare dei limiti senza umiliare: Un bambino abituato a urla e frasi umilianti da parte del genitore, diventerà a sua volta un adulto portato a urlare e umiliare il prossimo. Far notare ad un bambino che ha sbagliato è corretto ma è il modo che fa la differenza! d esempio, se il piccolo ha lasciato la stanza in disordine non urlare: “sei il solito disordinato, guarda che stanza, mi fai sempre arrabbiare!”; ma dire con tranquillità: ” la camera è ancora in disordine, vediamo insieme come rimetterla a posto. Dalla prossima volta però dovrai fare da solo”. 
  3. Limitare l’uso di dispositivi digitali: I bambini assorbono tantissimo i modelli che vedono sullo schermo. Inoltre, non solo il contenuto è spesso violento, ma anche dove non c’è violenza esplicita i cartoni di oggi sono caratterizzati da immagini molto cariche, troppo veloci: eccitano e spaventano i piccoli con risultati iperstimolanti. Ecco perché vanno limitati il più possibile!
  4. Aiutare i bambini a riconoscere le emozioni: i bambini provano tante emozioni e a volte queste possono essere negative, come ad esempio la paura, la rabbia o la vergogna. Noi adulti abbiamo il compito di aiutare i bambini a conoscere queste emozioni e ad accettarle così da evitare che da grandi diventino incapaci di gestirle ricorrendo dunque alla violenza. I bulli ad esempio altro non sono che bambini a cui non è stato insegnato a tollerare la rabbia! Uno strumento utile per parlare ai bambini di emozioni sono le favole oppure i racconti!
  5. Fai attenzione a cosa insegni: la maggior parte di quello che comunichiamo lo facciamo attraverso il linguaggio non verbale. Ecco perché non conta solo quello che diciamo ai bambini ma anche e soprattutto quello che facciamo! Non basta raccontarla la non violenza, bisogna anche agirla! Come? Evitando di mettere i bambini nella condizione di essere spettatori di scene violente come ad esempio liti coniugali, umiliazione di uno dei due genitori ecc.

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