Quando i traumi diventano fonte di resilienza

Quando i traumi diventano fonte di resilienza

Ti sei mai soffermato a pensare a come reagisci di solito di fronte ai traumi che la vita ci mette di fronte? Ti è mai capitato di pensare che il modo in cui ti approcci ad essi possa influire sullo sviluppo di sintomi ansiosi e depressivi?

LA RICERCA

Seligman (2002), in una serie di famosi esperimenti condotti negli anni 70, osservò come gli animali sottoposti ad eventi traumatici, come l’elettro shock, tendevano a sviluppare comportamenti di passività ed impotenza, simili a sintomi depressivi. Studi ulteriori dimostrarono come questo fenomeno di impotenza appresa si potesse verificare anche negli esseri umani.

Nello specifico, Seligman, teorizzò che le persone che vivono esperienze traumatiche, generalmente, tendono a sviluppare delle aspettative negative circa il verificarsi di altre avversità nelle proprie vite. Ciò avviene anche se l’esposizione all’evento traumatico non ha generato sintomi fisici o psichici. Queste aspettative diventano potenti predittori di comportamento ed ecco che incredibilmente le persone iniziano a comportarsi come se da un momento all’altro il peggio potrebbe verificarsi, manifestando: tendenza alla passività, ansia, depressione e persino malattie fisiche.

Solo in una seconda fase della sua ricerca Seligman si concentrò anche su quella parte di animali sottoposti ad eventi traumatici che però, a differenza dei primi, non manifestavano gli stessi comportamenti. Al contrario essi, di fronte alle difficoltà, cercavano continuamente una via d’uscita ed una risoluzione al problema.

I RISULTATI EMERSI

Quando Seligman cambiò prospettiva circa i suoi studi osservò dei risultati sorprendenti! Non tutti gli animali che erano stati esposti ai medesimi eventi traumatici avevano sviluppato un problema comportamentale. Decise dunque di utilizzare la stessa chiave di lettura con i suoi pazienti e si accorse improvvisamente di quanto importante fosse l’attitudine con cui ognuno di noi si approccia alle difficoltà della vita.

Un atteggiamento di passività e pessimismo nei confronti di quanto negativo accaduto non fa altro, secondo Seligman, che rinforzare e attivare stress che sfocia poi in sintomi ansiosi e depressivi. Al contrario guardare all’evento negativo accaduto come ad un evento isolato e quindi con maggiore ottimismo di ripresa per il futuro riduce la possibilità che si sviluppino disagi psicologici.

In conclusione possiamo affermare che per quanto gli eventi traumatici siano spesso sconvolgenti per la nostra esistenza, non sempre risultano essere così invalidanti per la persona. Gli eventi negativi della vita oltre a fonte di dolore rappresentano per ognuno di noi una sorgente di resilienza ed apprendimento.

QUALI INSEGNAMENTI?

Durante l’evoluzione, gli esseri umani sono stati esposti a eventi terribili eppure la maggior parte di essi è sopravvissuta senza sviluppare disturbi psichiatrici. Questo ci insegna che sono maggiori le possibilità che le persone comunemente tendano a risolvere in autonomia il malessere che deriva dall’esposizione dall’evento traumatico che le possibilità di sviluppare disturbi conseguenti lo stress post traumatico (McFarlane & Yehuda, 1996).

Ognuno di noi è dotato di risorse eccezionali che può mettere in campo ogni giorno per affrontare situazioni più o meno difficili. Il problema vero sta nel fatto che non sempre le persone riescono a riconoscersi questo grande potere, quello cioè di possedere un arsenale incredibile di competenze alle quali attingere per far fronte alle difficoltà.

Se pensi allora di non conoscere affatto le tue risorse o se magari stai attraversando un momento difficile dal quale non riesci proprio a risollevarti, contattaci! Ci trovi a Castrovillari e a Reggio Calabria!

Il Team di PuntoPsi