Ricerca

PuntoPsi affianca alla pratica clinica una costante attività di ricerca per offrire alle persone nonché al territorio servizi innovativi ed al passo con le più recenti metodologie nel campo della salute mentale e del benessere psicologico in generale.

Oggetto di studio sono i problemi umani, le tecniche volte alla risoluzione degli stessi, le metodologie innovative e come queste risultano efficaci nel superamento di disagi psicologici, le relazioni umane.

PuntoPsi ha inoltre avviato un filone di studi inerente le caratteristiche della migrazione in Italia, lo stato di salute della popolazione migrante, l’individuazione di strumenti utili ai colleghi nella pratica clinica con i migranti.

Ricerche Concluse

Obiettivo: La presente ricerca si propone la validazione del test dei colori di Lüscher per l’analisi del livello di integrazione e di autonomia dei migranti, con particolare riferimento ai richiedenti asilo politico e rifugiati ospiti presso gli SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). In particolare si vuole indagare l’esistenza o meno di una correlazione fra la posizione della carta marrone nella serie prescelta dal soggetto e il suo livello di integrazione e di autonomia. Si ipotizza, infatti, che la scelta della carta marrone in posizione diversa da quella statisticamente più frequente, sia negativamente correlata al livello di integrazione e di autonomia.

Metodo e risultati: Il campione era composto da 100 individui di sesso maschile ospiti presso diversi progetti SPRAR della Calabria, di età compresa tra i 18 e i 38 anni. I soggetti, in base al posizionamento della carta marrone, sono stati suddivisi in due categorie: quelli che hanno scelto la carta marrone nelle posizioni statisticamente meno frequenti (posizione 1,2,3,4,8) e quelli che hanno l’hanno scelto nelle posizioni statisticamente più frequenti (posizione 5,6,7). Si è rilevato che la presenza del marrone in posizioni statisticamente meno frequenti è negativamente correlata (p<.01) al livello generale di integrazione e autonomia. La presenza del marrone in posizioni statisticamente meno frequenti è invece negativamente correlato (p<.01) a tutti gli items della scheda di osservazione del livello di integrazione e autonomia.

Conclusioni: In linea con quanto presente in letteratura sull’uso del Test di Lüscher, in particolare con gli studi compiuti sulle popolazioni rifugiate a seguito della Seconda Guerra Mondiale, i risultati della ricerca hanno messo in luce come il posizionamento della carta marrone nelle posizioni statisticamente meno frequenti (posizione 1-2-3-4-8 della serie) sia correlato a livelli di integrazione e autonomia bassi o medio bassi, indipendentemente dalla lunghezza del periodo di permanenza del soggetto nello SPRAR di appartenenza. Di contro, la scelta della carta marrone nelle posizioni statisticamente più frequenti (posizione 5-6-7 della serie) appare correlata a livelli di integrazione e autonomia medio alti e alti.

Ricerche in Corso

Tra i diversi mutamenti sociali, l’Italia è interessata da un fenomeno che recentemente ha assunto dimensioni di un certo rilievo: le unioni miste. La famiglia mista si caratterizza per l’appartenenza dei partner a gruppi culturali diversi e risulta essere la diretta conseguenza dei massicci fenomeni migratori che generano sempre più profondi e stabili innesti tra popolazione autoctona  e quella di origine straniera, determinando un’evoluzione del nostro tessuto sociale in chiave necessariamente multietnica. Per comprendere l’entità di tale fenomeno basti pensare che le coppie e i matrimoni misti celebrati in Italia nel 2015 sono stati 27.915, numero destinato ad arrivare a 35.807 nel 2030 (Eurispes anno 2015).

Nello specifico,  la Calabria è attraversata da un forte mutamento che sta determinando un’evoluzione del nostro tessuto sociale in chiave multietnica: le unioni miste.  La famiglia mista si caratterizza per l’appartenenza dei partner a gruppi culturali diversi e risulta essere la diretta conseguenza dei massicci fenomeni migratori che generano sempre più profondi e stabili innesti tra popolazione autoctona e quella di origine straniera. In Calabria, gran parte delle famiglie miste sono costituite da almeno due figli e circa il 20%  sono di tipo mono-genitoriale. 

ANALISI DEL PROBLEMA

Sebbene le differenze rappresentino una grande fonte di arricchimento sociale e personale, in alcune circostanze queste possono essere vissute come un muro insuperabile ed infido che compare all’improvviso, ostacolando la vita di coppia e genera profondi conflitti che sfociano in condizioni di disagio psicologico e sociale. Dalle ricerche emerge infatti un tasso di conflittualità maggiore  per le coppie miste per le quali risultano in aumento i procedimenti di separazione: vi ricorre il 16%, contro il 12% delle coppie con coniugi italiani. Inoltre Secondo i dati Istat (2013) le coppie miste tenderebbero a separarsi o a divorziare maggiormente rispetto alle coppie tradizionali. Questi dati rispecchiano alcune difficoltà come l’educazione dei figli, la concezione del ruolo dell’uomo e della donna, la differente religione professata, le tensioni generate dalle rispettive famiglie di appartenenza che non sempre (specialmente la famiglia del partner italiano) accetta con serenità questo tipo di unione. Non solo, alcune ricerche mostrano come le unioni miste incontrano diverse difficoltà che riguardano: la sistemazione e la formalizzazione dei documenti e dello status della coppia; la difficoltà a costruire e mantenere una coesione relazionale che sappia far fruttare le rispettive differenze nazionali e culturali, il pregiudizio ed il razzismo esperito. Tali difficoltà trasformano spesso le differenze in un muro insuperabile che ostacola la vita di coppia, genera conflitti che sfociano in condizioni di disagio psicologico e sociale e favorisce l’incremento del numero di divorzi (secondo i dati Istat solo nel 2014 il numero di divorzi nelle coppie miste in Calabria è pari al 19,2%). 

OBIETTIVI

Il progetto vuole configurarsi come una ricerca-intervento avente i seguenti obiettivi generali:

  1. Migliorare la qualità del benessere e dell’inclusione sociale delle unioni miste;
  2. Raccogliere e sistematizzare le informazioni sulla condizione psico-sociale delle unioni miste, (difficoltà e bisogni, vincoli e risorse).

Nello specifico, invece, si intende:

  1. Identificare il grado di inclusione sociale, culturale e religiosa;
  2. identificare le problematiche che ostacolano la creazione del legame di coppia e di una famiglia (permesso di soggiorno, nulla osta per il matrimonio, ricongiungimenti familiari, ecc..);
  3. individuare le difficoltà inerenti la coppia, la genitorialità, la famiglia e i suoi rapporti con il contesto sociale più ampio (famiglia d’origine, comunità sociale);
  4. analizzare e diffondere le informazioni raccolte durante l’esperienza di ricerca.

RISULTATI ATTESI

A livello generale:

  1. Aver migliorato la qualità del benessere e dell’inclusione sociale delle unioni miste attraverso la condivisione e l’auto mutuo aiuto su cui fondano i focus group;
  2. Aver raccolto e sistematizzato le informazioni sulla condizione psico-sociale delle unioni miste, (difficoltà e bisogni, vincoli e risorse);

Nello specifico:

  1. Identificato il grado di inclusione sociale, culturale e religiosa;
  2. Indentificato le problematiche che ostacolano la creazione del legame di coppia e di una famiglia (permesso di soggiorno, nulla osta per il matrimonio, ricongiungimenti familiari, ecc..); le difficoltà inerenti la coppia, la genitorialità, la famiglia e i suoi rapporti con il contesto sociale più ampio (famiglia d’origine, comunità sociale).

Pubblicazioni

Collaborazioni

L’attività di ricerca portata avanti si avvale della collaborazione di istituti e organizzazioni che operano a livello nazionale:

Italian Center for Single Session Therapy

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